Riforma Gelmini: riordino o caos?

SPIFFERI-SCUOLA – Prima Puntata. Alla fine dell’anno scolastico in corso si concluderà il primo dei tre anni previsti dal ministro Tremonti per riordinare la scuola italiana. Riteniamo che non siano sufficienti meno di 12 mesi per fare un primo bilancio della cosiddetta ‘riforma Gelmini’; ciò nonostante, essendo la scuola un luogo col quale moltissime persone (docenti, mamme, papà, collaboratori, esterni, …) quotidianamente hanno contatti per diverse ragioni, si raccolgono continuamente testimonianze preoccupanti su ciò che è cominciato ad accadere ai nostri figli.

E’ sicuramente banale dire che il futuro di un Paese dipende dai figli che quel Paese genera e forma, ma mai come in questo caso bisogna tenere presente la banalità: dimenticandola succede come quando si vogliono realizzare grandi cose senza partire dalle piccole.

E le piccole cose a scuola si vivono tutti i giorni. Quali situazioni vivono oggi moltissimi studenti nelle istituzioni scolastiche italiane?

Uno dei più gravi problemi deriva dall’aver eliminato le cosiddette ore che i docenti avevano a disposizione nel loro monte orario settimanale e che servivano per sostituire i docenti assenti per permessi, malattie o per esigenze della scuola (come, ad esempio, le visite d’istruzione). Queste ore a disposizione, facendo parte del monte orario settimanale di molti docenti, venivano pagate in automatico, ovviamente, anche nei casi di non utilizzo per supplenze o altro.

In verità, la stragrande maggioranza dei docenti con ore a disposizione, quando non impegnati in supplenze, hanno da sempre utilizzato le stesse per fini didattici (correzione verifiche scritte, aggiornamento griglie di valutazione, preparazione di verifiche, …). A questo punto sembra chiaro, no? Si tolgono ore a disposizione per ridurre il numero di cattedre. Conseguenze?

Alunni smistati tra le classi, ragazzini in giro per la scuola con la sedia tra le  mani alla ricerca di un insegnante che li ospiti, classi sempre più affollate, studenti lasciati da soli per mancanza di docenti con ore a disposizione, presidi alla disperata ricerca di insegnanti da mandare in classe.

Continua alla prossima puntata.

Gregorio Celi