LISTE SI’, LISTE NO – Cos’è successo al Pdl di Roma?

BinocoloLeggiamo sul sito dell’APCOM (www.apcom.net), Agenzia di stampa in tempo reale 24 ore al giorno, riguardo all’ormai famoso ritardo nel deposito della lista provinciale di Roma del Pdl Lazio:

E’ stata respinta l’istanza del Pdl laziale all’ufficio elettorale per motivare il ritardo del deposito di ieri della lista provinciale di Roma. Il Pdl presenterà ora ricorso d’appello all’Ufficio centrale regionale del Lazio per ottenere la riammissione. E parla di “incidente tecnico”. Di tutt’altro avviso il ministro Gianfranco Rotondi. “I ‘maestri del Pdl – ha detto- hanno fatto perdere la Polverini a tavolino. Io ne ho piene le tasche di fare il parente povero in questa banda di incapaci. Nemmeno la campagna elettorale mi induce a misericordia”. E siccome, “non vorrei fare un torto ai dirigenti del PdL del Lazio, preciso che l’incapacità a cui mi riferisco è un dato complessivo della gestione delle liste del PdL in cui la vicenda romana si inquadra”.

Anche ilgiornale.it riprende le parole del ministro Rotondi che, paragonando la situazione romana con quella piemontese, afferma: “L’onorevole De Luca da solo in Piemonte ha presentato in tre giorni una lista della Dc per Cota letteralmente pensata e realizzata in una settimana.”

L’unita.it informa che i due rappresentanti di lista del PdL, Alfredo Milioni e Giorgio Polesi, sostengono di essere arrivati in Tribunale già dalle 11,25. Milioni si giustifica dicendo che «mi ero allontanato solo per mangiare un panino». Secondo indiscrezioni però, il ritardo fatale sarebbe nato da diverbi dell’ultima ora sulla composizione della lista. Ma, nella ricostruzione del “mezzogiorno di fuoco di Piazzale Clodio” del partito, attorno alle 12,35 Milioni si sarebbe «avvicinato a Polesi per dargli il cambio all’interno dell’area delimitata». A quel punto «alcuni soggetti all’interno dell’area, urlando e invocando brogli» avrebbero creato il parapiglia. E nel caos entrambi i rappresentanti «venivano a trovarsi per pochi minuti al di fuori dell’area circoscritta». Il presidente della Commissione elettorale ha dunque bloccato l’accesso a tutti, e gli altri rappresentanti («a noi contrapposti politicamente») si sono sdraiati a terra a sbarrare il passo. Tutti fuori, con i documenti lasciati per terra, davanti alla porta.

Su iltempo.ilsole24ore.com è riferito che da fonti interne a piazzale Clodio è trapelato che nel verbale dei carabinieri risulta chiarissima l’assenza di qualsiasi esponente o delegato del Pdl all’interno dell’Ufficio elettorale del Tribunale a mezzogiorno di ieri.

Potrebbero quindi rivelarsi fondate le voci (di cui si parla sempre su il giornale.it) secondo le quali dietro il ritardo che rischia di cancellare la presenza del Pdl a Roma ci possa essere un malcelato tentativo di alcuni settori del centrodestra di danneggiare Renata Polverini per la sua vicinanza a Fini. Secondo le stesse indiscrezioni, poco prima di mezzogiorno ci sarebbe stato un acceso diverbio sulla composizione della lista nel corridoio del Tribunale. Sarebbe stata proprio questa discussione a causare il ritardo. Tutti i vertici locali del Pdl, a cominciare dal responsabile del settore elettorale del Pdl Ignazio Abrignani, sono intanto convinti che, per quanto formalmente non registrata, la presentazione della lista del Pdl sarà comunque accettata.

«Faccio appello al Capo dello stato – ha detto la candidata presidente Renata Polverini – affinchè i cittadini possano esprimere il proprio voto per il partito più importante della Regione». Tono analogo in una lettera che il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha scritto al Presidente della Repubblica. I tempi stringono, ma Abrignani sembra fiducioso anche di fronte all’ipotesi più estrema: «Rinviare le elezioni? Non ce ne sarà bisogno. Abbiamo costituito un gruppo di avvocati. Qualcuno ci deve spiegare come è possibile che al Pdl sia stato impedito di presentare le liste». (www.unita.it)

Ci poniamo dunque una semplice domanda: “E’ mai successo che siano state ripescate liste depositate dopo il giorno e l’orario stabilito dalle normative vigenti?”

Dal sito del “corriere della sera” si apprende che «Dagli atti a disposizione della corte d’appello è emerso che alle 12 non c’era nessuno della Pdl in sala e che alle 12:30 tutto è stato chiuso». È quanto rende noto la Corte d’Appello di Roma che ha respinto il ricorso del Pdl contro l’esclusione della lista Pdl Roma dalle elezioni regionali. La Corte ha spiegato che per giungere a questa conclusione ha esaminato tutti gli elementi compresi i verbali delle forze dell’ordine che attesterebbero il ritardo.