Quando la moviola entra in Parlamento

Ieri, durante un lungo dibattito alla Camera con argomento del giorno lesame di un decreto legge sul settore agroalimentare, il governo è stato sconfitto per tre volte consecutive. L’esultanza dei rappresentanti di centrosinistra, di fronte a tali risultati, ha acceso gli animi, infuocando rapidamente la situazione: dopo le giubilanti e provocanti esternazioni vittoriose di Fabio Evangelisti dell’Italia dei Valori, nelle quali irrideva il ministro Zaia, i rappresentanti della Lega Nord hanno contro ribattuto, avventandosi al bancone dell’IdV.

Quando il vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi, ha esortato a placare i toni e ristabilire la calma, lo stesso Evangelisti è intervenuto, apostrofando i leghisti come “scimmie” in libertà – in riferimento ad una precedente contestazione del centrodestra ad una mostra sul darwinismo allestita dalla Regione Piemonte.

A tali offese la situazione è precipitata, con i commessi dell’aula parlamentare costretti ad interporsi per dividere i due schieramenti, mentre un volume del Regolamento della Camera veniva lanciato nella mischia, finendo per sfiorare Pier Ferdinando Casini. Fabio Rainieri della Lega, uno dei protagonisti più accesi, è riuscito a raggiungere il banco di Evangelisti, ma è stato bloccato in tempo dai commessi; nel parapiglia, Evangelisti lo ha colpito con un pugno.

A seduta sospesa, lo scontro è continuato in Transatlantico (il corridoio-salone di Palazzo Montecitorio): protagonisti del pesante scontro verbale Matteo Brigandì (anch’egli Lega Nord) e ancora Evangelisti, che lo ha provocato ironicamente, suscitando le ire dell’avversario e scatenando un diverbio con dure parole da entrambe le parti.

A conclusione della giornata, è stata convocata una seduta speciale nella quale verranno analizzati attentamente i filmati della zuffa giornaliera, cercando di individuare con esattezza gesti (Evangelisti ha negato di aver colpito Rainieri, ma le immagini pare esplicitino il contrario) e protagonisti dello scontro (da sottolineare anche che in quei concitati momenti è stato anche ferito ad una gamba Bruno Cesario di Alleanza per l’Italia), al fine di decidere i provvedimenti da adottare e decretare eventuali sospensioni.

Insomma, una sorta di moviola, di prova tv. Del resto, pare che il Parlamento ultimamente diventi spesso un ring, destinato non più a dibattiti politici, ma a duelli a chi la spara più grossa… o, come in questo caso, a chi sa scazzottare meglio!

Emanuele Rizzo