Paura assordante, passione di sempre

La sfida più attesa. Più vibrante. Più folkloristica. Più sognata. La partita che vale una stagione intera. Il Derby. Palermo – Catania.

Si, forse era tutto questo un tempo, e lo sarebbe stato anche nella prossima imminente occasione. Ma la storia recente di questo incontro preannuncia che quella attesa spasmodica, quel tifo assordante, quel trepidante furore di colori, di cori, di sfottò e di tutto ciò che la rivalità sana, onesta e corretta di questi eventi creano, domenica prossima… ancora una volta… sarà attenuata nei suoi aspetti più coinvolgenti.

Siamo alle solite: un derby senza cugini non è un derby! Una partita in cui riecheggi ancora la paura di scontri e che si privi delle sue sfumature più belle non è ammissibile. Due piazze del genere, con le loro tradizioni, le loro personalità carismatiche, la loro insaziabile voglia di calcio è vergognoso che vengano private del reciproco momento emotivo più elevato.

Che sia giusto o meno, ahimè, non è facilmente giudicabile. Che sia triste, purtroppo, è evidente a tutti, anche a coloro che si dichiarano distanti da questo ambiente.

Il derby di domenica avrebbe avuto un gusto ancora più intenso del solito, una partita da ampi contenuti extracampanilistici: due squadre indubbiamente in difficoltà rispetto agli auspici di inizio campionato; due tecnici che, al di là delle dichiarazioni dei propri dirigenti, si giocano buona fetta di panchina; e due tifoserie che, con l’atmosfera degli ultimi tempi, vorrebbero dar sfogo a tutta la propria creatività, alle proprie coreografie, alle proprie manifestazioni goliardiche. Sarà così solo per la tifoseria di casa, l’altra dovrà aspettare il derby di ritorno.

Palermo – Catania manterrà comunque quelle sensazioni uniche di questi eventi; sarà occasione di unione, di partecipazione popolare, di senso di appartenenza – per alcuni semplicemente ad una maglia e ad una passione, per altri addirittura ad un modo di vivere, ad una storia, alla propria città.

Sarà l’opportunità (già sfruttata negli ultimi due anni, ma mal recepita) di dimostrare un ritegno ed una educazione sociale che alcuni balordi in passato ci hanno offuscato. Sarà una dimostrazione, l’ennesima, del nostro orgoglio di essere siciliani, veri siciliani!

Emanuele Rizzo