B Ecc.: Rainbow-Rescifina 46-62

La Rainbow perde il derby… Libro: «La Rainbow è migliorata»… Ferlito: «Potremmo giocare in modo più semplice»… Barbarossa s’impone… 44-46 a 8′ dal termine, poi 2-16…

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Rainbow-Rescifina 46-62
PalaGalermo di Catania, 28 novembre, 17:00

Rainbow Catania: Gambino 2, Ferlito, Pappalardo 3, Giorgia Messina 8, D’Angelo, Barbarossa 9, Aleo 14, Santabarbara 7, La Manna 3. All.: Laneri.
Rescifina Messina: Morabito, Marchese 8, Tagliabue 19, Minuto, Tallarico 8, Libro 6, Malaja 9, De Benedictis 7, Zaccone 5, Romeo 1. All.: R. Libro.
Arbitri: Cardano e Grigioni di Roma.
Parziali: 8-17, 16-17; 16-12, 6-16.

1VS1. Ileana Aleo tenta l’1vs1; lei è stata la topscorer delle catanesi [Basket Catanese].

«Vedo che la Rainbow è molto migliorata rispetto alla partita giocata da noi, mi è piaciuta molto di più». Partiamo da questa considerazione del tecnico della Rescifina Messina, Rossana Libro, per capire l’andamento di una gara strana, che si è conclusa con uno scarto di 16 punti ma che poteva benissimo finire con un’affermazione meno netta. La Rainbow tenta di giocare, ruba un gran numero di palloni, mantiene un ritmo buono per tutti i quaranta minuti e nei break in cui non riesce a segnare crea comunque delle azioni pericolose. «Il coach fa il suo ottimo lavoro – pensa il presidente Fabio Ferlito –, ma la squadra è in condizione di fare cose molto più semplici, mentre lui intende praticare dei giochi che non sono facili per un gruppo che ancora non è coeso e unito.»

CHE FARE? Stefania D’Angelo in lunetta, indecisa se tirare o passare [Basket Catanese].

Due palle recuperate in avvio da Aleo e Santabarbara portano Catania sul 4-0 e la “zona” molto mobile delle padrone di casa impedisce ad un’imprecisa Messina di segnare per oltre tre minuti. A 4’47” dalla fine del primo periodo, la Rescifina passa in vantaggio (6-7) e lo mantiene fino alla fine. Manca la concretezza alla Rainbow, che continua a pressare bene, a difendere forte ma ad attaccare senza risultati. «Eravamo fuori casa – è la spiegazione dell’allenatrice ospite per l’inizio delle sue –, provenivamo da una sconfitta in casa contro Portici, per cui avevamo una certa tensione e a livello di concentrazione abbiamo avuto qualche titubanza.»

DA SMISTARE. Giorgia Messina, pronta a smistare un pallone per le compagne [Basket Catanese].

Laneri prova a mandare dentro Pappalardo per la carta del tiro da tre, che riesce in parte. S’impone intanto Roberta Barbarossa, che fa da terminale offensivo oltre che una lunga aggiunta in difesa ed è l’ultima del quintetto ad essere sostituita. C’è un tentativo di rimonta, ma l’ottima giornata di Tagliabue impedisce di riportarsi in partita. Almeno fino al terzo quarto, quando le sortite di Aleo, Santabarbara e Messina portano le catanesi fino al 40-45. A 8’35” dal termine, Silvia Gambino segna i due punti del 44-46 e si pensa alla svolta. Tutt’altro: da quel momento, la Rescifina piazza un parziale di 2-16 e la partita finisce lì.

PENSIERI. Roberta Barbarossa e Marzia Ferlito riflettono negli ultimi secondi di gara [Basket Catanese].

«È difficile mettere insieme un gruppo che, per la prima volta, è formato solo da ragazze  locali – si rammarica Ferlito –. Non si possono chiedere delle cose fuori dal normale o, addirittura, dallo straordinario, come tenere in campo una giocatrice per 35 minuti quando si vede che non ce la fa più…» Una domanda è d’obbligo sul perché la squadra abbia avuto appena quattro giocatrici in panchina: «Abbiamo due Under-17, due Under-15 e 14 e la B regionale, tutte squadre molto complete, ma per la B1 abbiamo fatto delle scelte e ora ci troviamo delle ragazze in meno, tra infortunate e indisponibili…»

È soddisfatta Rossana Libro: «È stata una partita combattutissima, brillante, non ci sono state delle pause. Sono due squadre molto giovani e hanno corso molto. La prima fase deve ancora finire, conosciamo ormai tutte le squadre e noi sappiamo dove vogliamo arrivare. La Poule Promozione non è ancora conquistata, anche perché ogni partita ha una storia a sé e non sapremo che all’ultimo se ci qualificheremo o no».

Roberto Quartarone

Resta ancora invariata la situazione in classifica per la Rainbow Basket Catania che cede alla Fontalba Messina nell’importante derby siciliano disputato sul proprio parquet, e davanti ad un caloroso pubblico rossoazzurro, che continua ancora a crederci, nonostante tutto. Coach Laneri schiera Messina, Santabarbara, Ferlito, Barbarossa e Aleo. Coach Libro si affida a Marchese, Tagliabue, Libro, Malaya e Debenedictis.

Al fischio d’inizio della coppia arbitrale laziale, la Rainbow parte subito col piede premuto sull’acceleratore, e con disegnata ben chiara sul volto la voglia di fare bene. L’atteggiamento è inizialmente quello giusto, aggresssive le cinque etnee in attacco e in difesa, ma fronteggiate da una Fontalba che reagisce in maniera immediata, che resta agganciata e sorpassa le catanesi che non riusciranno più a riprendere il punteggio in mano da quellepisodio: tutto questo solo al sesto minuto del primo quarto nel quale la Rainbow chiude a 8 con un distacco dalle ospiti di ben 11 punti, sull’817.

Il match è tirato e combattuto, ma Messina sembra stare sempre un passo avanti. Errori della Rainbow in fase offensiva, trasformati in contropiedi veloci dalla squadra avversaria, insidiosa, che non sbaglia e si porta alla pausa lunga sul 2434.

Al rientro dagli spogliatoi le catanesi sembrano avere la giusta determinazione per tentare di accorciare, e ci provano in particolar modo con Messina, Barbarossa e Aleo, top scorer con 14 punti, che sembrano gestire con maggiore sicurezza e ordine la situazione e portano sul 2837 la propria squadra. Meglio ai rimbalzi Catania, in regia e in difesa, ma non basta. Sempe i soliti tanti errori al tiro, il canestro biancoverde sembra stregato, e il ferro dice troppo spesso no alla Rainbow. Santabarbara guadagna due liberi importanti e li realizza entrambi. Messina è sempre li, al passo, e diventano sempre più difficili da controllare Malaya e Tagliabue, veloci e precise. Aleo si muove bene dentro la lunetta e realizza canestri “caldi”che fanno ben sperare portando la propria squadra sul 3138, coadiuvata da Ferlito che si impossessa di importanti rimbalzi e recupera il pallone del 3338. Time out chiamato dalla panchina di casa, che schiarisce un po’ le idee alle cinque rossoazzurre. La Rainbow appare più compatta e meno confusionaria. Aleo mette dentro da tre alla fine del terzo quarto che fa ben sperare: 4046.

Ultimo tempino tiratissimo e caratterizzato da una continua altalena di emozioni. Si passa da una metà all’altra del campo, e nessuna delle due squadre vuole perdere la possibilità di aggiudicarsi i due punti. Ma alla Rainbow manca quel qualcosa in più che le permetta di effettuare il giro di boa e di essere più convincente, proprio nel maggiore momento di difficoltà. Le redini dell’incontro continua a tenerle la squadra messinese.Le atlete di Laneri crollano nella seconda metà dell’ultimo quarto, smettono di lottare e vengono sopraffatte dalla Fontalba in fuga, che si aggiudica il derby.

Adesso il Catania deve giocarsi il tutto per tutto sul campo di Portici, consapevole di non potere più mancare l’appuntamento con la vittoria. Portici è una diretta concorrente nella lotta alla salvezza, nonchè squadra alla portata della Rainbow, pur avendo a suo favore il fattore campo e il non trascurabile fattore “morale”, oltre ad un risultato utile in più.

Addetto stampa
Maria Luisa Lanzerotti