Il coraggio di Francesco

Venerdì 11 si è spento Francesco Arcidiacono ~ È stato una colonna del Leonardo da Vinci, fino alla C1 ~ Si era ritirato sei anni fa ~ Ai funerali a Milo tutti gli addetti ai lavori.

Francesco Arcidiacono è un ragazzino di dieci anni. Già da un po’ frequenta il Leonardo da Vinci, per giocare a pallacanestro con i suoi amici. La sua passione gli fa passare tante ore in palestra e lui migliora a vista d’occhio. Sei anni dopo, con gli amici Francesco Marino, Ernesto Mangano e Francesco Caselli, entra a far parte di quel gruppo di giovani talenti che Giuseppe Laneri seleziona per far parte della prima squadra dell’istituto, che partecipa alla Serie D.

In pochi anni, Francesco è tra i protagonisti principali della scalata alla Serie C1, in una squadra in cui giostrano giocatori del calibro di Riccardo Corbi e Salvo Taormina. Nel 2001 la squadra si chiama Basket Club, la sponsorizza l’Hoyama e gioca un ottimo campionato di C1. Francesco è ancora lì, abilissimo in difesa a rubar palloni, tanto che i suo compagni lo chiamano affettuosamente “Arsenio Lupin”.

Poi il lavoro diventa più impegnativo, si laurea in ingegneria e così decide di scendere di categoria, giocando nello Sport Club Gravina e poi nel Koala. A venticinque anni, Francesco appende le scarpette al chiodo. Un anno fa scopre la malattia, la combatte coraggiosamente e venerdì 11 settembre si arrende, a soli 31 anni.

«In quest’ultimo periodo sono andato a trovarlo all’ospedale ogni volta che potevo – ricorda Francesco Marino, suo amico da anni –. Venerdì, appena saputa la notizia, ho lasciato l’allenamento e sono corso da lui. Mi rimangono ricordi bellissimi: era una persona di poche parole, sempre pesate. Era splendido, in campo e soprattutto fuori.» Tutti gli addetti ai lavori si sono quindi stretti attorno alla famiglia: la chiesa madre di Milo, oggi alle 10:30, era piena di amici.

La redazione di Basket Catanese e Corridoio partecipa al dolore della famiglia e sentitamente esprime condoglianze.