Alzheimer? Parkinson?

Pare che il presidente emerito della repubblica italiana nonché senatore a vita Francesco Cossiga abbia detto in un’intervista (al Quotidiano Nazionale del 23 ottobre 2008, pagina 5): “Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno. In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perchè pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito… Lasciarli fare (gli universitari, ndr). Ritirare le forze di Polizia dalle strade e dalle Università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di Polizia e Carabinieri. Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì… questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l’incendio”.

Cossiga ha confessato gli scheletri del suo armadio a 20 ante? O no? Se è così ne va apprezzata la sincerità: neppure i mafiosi hanno osato tanto.

Stanno facendo bene i ragazzi a portarsi la videocamera a scuola, nelle università, nelle piazze, … !
Ci viene segnalato che sabato 25 ottobre scorso è accaduto un episodio molto eloquente in un Liceo Scientifico della provincia di Catania. Gli studenti organizzano e cominciano un’Assemblea d’Istituto straordinaria autorizzata dal Dirigente Scolastico. Quel giorno il Dirigente Scolastico non è a scuola (probabilmente perché deve sbrigare delle cose scolastiche in qualche ufficio, non sappiamo) ma, secondo le disposizioni vigenti, il vicario è obbligato ad informare le forze dell’ordine dell’Assemblea e della probabilmente imminente approvazione di un periodo di autogestione degli studenti.

Una docente vede arrivare i Carabinieri e li invita ad entrare. I Carabinieri chiedono se è vero che lì si sta tenendo un’Assemblea straordinaria d’Istituto degli studenti: nelle scuola infatti regna un silenzio surreale. I Carabinieri entrano dove sono riuniti gli studenti e si accorgono che sono tutti seduti in terra (le sedie non fissate al suolo avrebbero prodotto lo sgombero del luogo per motivi di sicurezza!) e che si avvicendano uno per uno al microfono per esprimere ciascuno il proprio parere. I Carabinieri stanno per andarsene esclamando: “Li prenderemmo tutti a manganellate!”

La collega, che nel frattempo li ha accompagnati, chiede il motivo di quella esclamazione, data la situazione vigente in Assemblea: “In Italia non c’è diritto di riunione e di discussione e di dialettica e di cercare soluzioni comuni e di confrontarsi e di proporre alternative e di dare il proprio punto di vista e di … ?”

Gregorio Celi