I grembiuli del ministro Gelmini

In riferimento all’articolo de La Sicilia a firma Scalia Salvatore del 2 .7.’08, circa la proposta della ns.ministra della pubblica istruz. M.Gelmini sul ritorno al grembiule, vorrei subito chiarire che certe scelte che attingono al passato vanno prese per il semplice fatto che ogni fase successiva ha dimostrato, peggiorando in tanti campi, che ormai c’e’ il disperato bisogno di soluzioni e quando non si riescono a trovare nuovi sbocchi si va a cercare in archivio la risposta piu’ efficace, infatti non scrutando innanzi altro che tenebre minacciose, non resta che guardarsi di lato o di dietro. Cio’ ce lo impone la necessita’, ma ce lo insegna pure la storia.

Quindi non c’e’ ombra di nostalgia, c’e’ solo da considerare che la fantasia demagogica non puo’ che produrre guai crescenti. Ma e’ impossibile che l’autore non abbia notato segnali simili che da recente sono stati proposti ed applicati persino da sindaci e personaggi del centro-sinistra (p.esempio: a Padova il muro divisorio per il controllo di narcotrafficanti, il precedente ministro Fioroni che ha reintrodotto i “famigerati” esami di riparazione, il min.della difesa Parisi ha avanzato la proposta non ancora attuata del ritorno al servizio militare obbligatorio, a Firenze i lavavetri sono sanzionati, etc…).

Il sig.Scalia, che peraltro ho avuto modo di apprezzare in altre occasioni, mi ha deluso e contrariato: deluso perche’ non credo abbia mai pubblicato cenni, ma almeno in cuor suo, dovrebbe sospettare quantomeno di nostalgie anche le su accennate operazioni del centro-sinistra (per il “muro della vergogna” avremmo anche accettato accuse ben piu’ gravi); contrariato perche’ ironizza sull’argomento piu’ tragico che possa colpire una nazione: la gioventu’ perduta. Ormai piu’ problema, che risorsa futura.

Dalle “candide fanciulle” dileggiate dall’autore, a “la ministra sogna una scuola senza ombelichi”, due sono le cose o pensa che le fanciulle siano oggi ancor piu’ candide e che ci si dovrebbe ancor piu’ evolvere “oltre gli ombelichi” (vorrei sapere dall’autore cos’altro suggerisce di esibire per modernizzarci un po’) oppure e’ fuori dalla realta’ o in malafede o si e’ arreso su tutti i fronti (dignita’, rispetto, volonta’, sentimenti, risparmio…., valori ormai scomparsi, a detta dei piu’, ma che lui dovrebbe ancora ricordare ed additare senza vergogna).

L’escalation quotidiana ci da ancora esempi del massacro prodotto dal permissivismo e il caso della povera ragazza minorenne siciliana stuprata spesso da piu’ ragazzi e gia’ incinta, poi barbaramente fatta fuori, pur provocando angoscia, certo non poteva concludersi con l’intitolazione di una via alla vittima.

Tornando alla proposta che caldeggio da decenni, rispondo con entusiasmo per i mille motivi su esposti, sempre piu’ sentiti di fronte al dilagante regredire della ns.gioventu’. Senza voler toccare le corde attinenti alla delinquenza che si abbassa sempre piu’ per eta’, vorrei anche aggiungere quanta distrazione in meno durante le lezioni si otterrebbe togliendo un pretesto di confronti, spesso futili, ma anche odiosi per disparita’ economiche che comunque innescano un’istintiva spirale anche nelle famiglie meno abbienti, quanto risparmio di tempo in preparativi alla passerella, fonte di precoce vanita’ fuori luogo, quanta economia e freno al consumismo infine per tutte le famiglie.

Il “tutti uguali” in senso dispregiativo del giornalista non mi trova affatto d’accordo, non perche’ io sia per l’appiattimento, anzi mi ritengo controcorrente ed anticonformista, ma la deriva attuale impone la riscoperta dell’ordine, come valore di tutta la societa’ che allegramente ha gettato le basi di un’anarchia ormai evidente. Ricordo che la piantina va raddrizzata quand’e’ piccina dal buon agricoltore, ma se ormai la societa’ “progredita ed urbanizzata” ha perso di vista questi fondamenti naturali e’ bene che si riveda e cio’ sicuramente giovera’ ai giovani e, direi soprattutto, ai genitori.

Ho pure caldeggiato da decenni un’idea che ormai affascina anche chi prima sorrideva. Irmai sono poche le famiglie che sorridono per i figli, i rapporti sono capovolti e tutto fa prvedere il peggio senza qualche scossone. Solo chi vuol chiudere gli occhi, tranne le eccezioni fortunate, trova accettabile l’attuale condizione giovanile, che ormai e’ insostenibile anche nei piccoli centri e tocca tutte le classi sociali. Sull’argomento potrei creare un’enciclopedia, ma preferisco arrivare alla proposta della mia urgente “cura per la gioventu'”.

Riuscirebbe ad arginare quasi tutti i difetti socio-economici fino alle patologie sanitarie sempre crescenti. Infatti solo il ripristino della leva militare obbligatoria, con opportune varianti, potra’ incidere sulla salute (obesita’, varicocele, droga, alcool, problemi cardio vascolari, depressione..), sull’educazione (rispetto degli orari: dalla sveglia, ai pasti, alla ninna nanna, ma anche delle persone), sulla socializzazione (si romperebbe quella tendenza attuale all’isolamento ed agli egoismi, che lo spirito di corpo, mai sognato prima, spingera’ sino all’altruismo), su tanti comportamenti che aiuteranno a scoprire l’autosufficenza per arrangiarsi senza la mammina, lo spirito di sacrificio e tant’altro.

Queste sono le battaglie che valgono mille finanziarie!! Spero che anche voi le vogliate combattere.

Morando Moretti