A colloquio con Prisca Taruffi

Intervista alla pilotessa romana.
di Giorgia Arena.

Prisca Taruffi: cuore sportivo a 360° trasmessole da papà Piero (pilota di Formula Uno degli anni ’50 ed ultimo vincitore della Mille Miglia su Ferrari nel ’57). Romana, campionessa italiana ed europea di rally, pilota istruttore presso le più prestigiose scuole italiane di pilotaggio (il Driving Camp di Carlo Rossi, la Scuola ufficiale della Bmw Italia di Siegfried Sthor, il Centro Internazionale di guida sicura Andrea De Adamich e la Scuola Federale Csai Rally), giornalista pubblicista, opinionista rai per il programma “Pole Position”, docente di guida sicura su tutto il territorio nazionale, vincitrice nel 2002 della Carrera Panamericana su Alfa Romeo Giulietta Sprint. Una lista così lunga è sicuramente stata sufficiente per convincere la Lotus Club Sicilia a convocarla a Catania in qualità di “professoressa” per un corso di Guida Sicura.
La incontriamo in circuito durante una pausa. Ci viene incontro con un luminoso sorriso: “Mi piace dedicarmi con regolarità all’attività didattica per trasmettere le mie esperienze di pilota ai guidatori di tutti i giorni, e, in questo campo, ricevo molte soddisfazioni. Inoltre mi consente di entrare in contatto con gli altri con una via preferenziale”.
Sportiva sin dalla più tenera età, ci tiene a ricordare (con tutto l’affetto per chi per legge di natura non è più al suo fianco) il ruolo di suo padre nell’avvicinarla al mondo dello sport: “A due anni mio padre mi ha portato in piscina dove ho praticato nuoto agonistico per oltre dieci anni. In seguito tanti altri sport, come il tennis, la pallavolo, l’equitazione, infine l’automobilismo. Adesso negli ultimi anni anche il golf, sempre a livello agonistico. Secondo me lo Sport è una “lezione di vita”.
Le chiediamo se lo Sport è anche passione, variabile fondamentale per il raggiungimento di qualsiasi traguardo anche a costo di immani sacrifici e, rispondendoci con un sì, ci confessa: “Ricordo che quando giocavo a pallavolo in serie A per cinque anni non sono più andata in vacanza d’inverno per andare a sciare. Secondo me, però, quando si raggiunge l’obiettivo e si ottengono dei risultati si è ben ripagati”. Sempre attuale, dunque,l’antica massima latina Per Aspera ad Astra, nella vita come nell’automobilismo.
“L’automobilismo è uno sport molto duro, e, secondo me, lo è soprattutto per una donna: un po’ perché siamo pochissime al mondo che ci occupiamo di questa disciplina,
e poi perché bsogna essere ben preparati a livello fisico. Solitamente si pensa che guidare una macchina non sia un gesto d’atleta, invece per guidare macchine molto potenti, bisogna allenarsi duramente. Credo che l’automobilismo per una donna sia una bella espressione di affermazione in un campo del tutto maschile”
Alla mia domanda, quasi marzulliana, se la velocità fa sentire liberi, risponde con le dovute precisazioni: “Sì è verissimo, ma come sportiva in pista e da ragazzina con la mia motocicletta, quasi una sfida con me stessa. Ma questo non vuol dire che guida bene chi corre quotidianamente sulle strade. La strada, al contrario di un circuito, è piena di innumerevoli pericoli, a volte impensabili e imprevisti nell’arco di millesimi di secondi. Il pilota di tutti i giorni non corre quotidianamente una gara, ma molte volte se arriva in ritardo contribuisce a salvaguardare la propria vita, un premio ancora più grande”.(Sulla sicurezza stradale cfr. articolo con i consigli di base della stessa Taruffi)
Passando al quotidiano abbiamo scoperto che ama il cinema e la musica senza la quale, ci spiega, “Non potrei vivere. Mi piace la melodia italiana e straniera, in particolare la musica brasiliana. Ascolto sempre musica,in auto, a casa, da sola e in compagnia”. A proposito dei libri ci rivela: “Leggo con piacere solamente in vacanza, altrimenti nella vita di tutti i giorni, per forza di cose, mi dedico alla lettura delle riviste del settore”.
Al momento del commiato la ringraziamo e Prisca ci regala quest’ultima battuta a sigillo della nostra piacevolissima chiacchierata: “Le vetture come si comportano su strada assomigliano molto ai loro padroni…”.