Siamo davvero coscienti di quale sia l’identità europea?

Europa: macedonia di popoli, culture, tradizioni. Genti diverse sotto un’unica bandiera. Ma cosa c’è al di là di quel simbolo? Una unità strutturale o soltanto un’accozzaglia di nazioni slegate tra loro?

di Marialaura Birgillito
È questo il cuore dell’intervento dei prof. Giulio Chiodi e Claudio Bonvecchio : “Roma e l’identità europea. Opinioni a confronto”. L’identità europea esiste. La Roma antica e il successivo Sacro Romano Impero ne costituiscono le fondamenta. La civiltà romana è espressione dell’universalismo che oggi tanto si ricerca e sembra non ritrovarsi. Nel campo delle istituzioni, il passaggio dalla polis greca alla civitas romana sposta l’attenzione dalla persona mitizzata del legislatore all’organo del senatus.
È a Roma che per la prima volta nella storia viene posta la differenza tra lex e ius, la prima atto di mero comando, il secondo complesso di principi comuni sui quali si fondava la cultura giuridica romana. Ius commune che ha ancor oggi traccia nella tradizione giuridica anglosassone, il cui ordinamento giuridico vede la consuetudine quale fonte primaria di produzione di norme. Diritto romano che ha notevolmente influenzato anche gli ordinamenti giuridici continentali.
La cultura romana permea in toto l’essenza di un’Europa che oggi stenta a ritrovare le proprie radici, che non ne è cosciente, che rischia di perdere la propria forza conformandosi ad una realtà, quale è quella americana, che ha una storia differente.
Europa che non decolla perché non prende coscienza di sé. E il dibattito acceso su quale dovesse essere il preambolo di una Costituzione europea, tanto voluta ma così poco condivisa, mostra una crepa evidente nella costruzione dell’impalcatura europea.
Qual è l’Europa che i cittadini europei vogliono? Verosimilmente, non soltanto un’unione economica “che fa gli interessi delle banche”. Una unione che sia unità, consapevoli che il passato è pietra miliare per il futuro.