Romani e Galli, culture a confronto?

Giovanni Di Stefano, Roma in Europa. Il caso del santuario di Champlieu nella Gallia Belgica.

di Giorgia Arena

Historia magistra vitae, uno specchio dove trovare risposte pertinenti e valide nonostante il trascorrere inesorabile del tempo: una continua dialettica tra passato e presente alla ricerca di una sintesi. Il rapporto di Roma con le popolazioni assoggettate rappresenta un esempio positivo di acculturazione nelle campagne come nelle città.
È quanto emerge dalla relazione del Prof. Giuseppe Di Stefano (Università della Calabria) il quale si è soffermato sulla conquista romana della Gallia, di cui una tappa fondamentale fu la presa di Alesia del 52 a. C.
La romanizzazione è un esito dell’urbanizzazione, fenomeno più diffuso nelle città, meno netto nei territori periferici. Qui è massima la disponibilità romana di adeguamento alle élite locali galloromane con la pratica del sincretismo religioso.
Testimonianza di questa dialettica tra vincitori e vinti in una zona rurale, il santuario di Champlieu nella Gallia Belgica, un centro religioso divenuto nel II d.C. luogo di culto dotato di teatro e terme, elemento greco e poi romano il primo, nettamente latino il secondo.
A conclusione dell’intervento, si è aperto un dibattito in cui il Prof. Livio Zerbini (Università di Ferrara) ha sottolineato il valore della lezione romana oggi: evitare le situazioni di belligeranza ad ogni costo in aree in cui sono presenti tutte le condizioni per convivere pacificamente tramite il confronto e il rispetto reciproco.